L'Arte è Sospesɜ

Sono 27 l3 artistɜ del progetto Sospesɜ che condividono la residenza artistica di Mezz’aria, integrandosi nella nostra comunità temporanea che riporta alla vita gli spazi dell’ex Caserma Boldrini: una selezione internazionale di identità diverse, tutte legate a Bologna, chiamate a reinterpretare le moltitudini di senso che lo stato di sospensione può offrire, attraverso installazioni video-sonore, atti pittorici, scultorei e performativi. La mostra “Sospesɜ” è visitabile ogni giorno a Mezz’aria dal 5 all’8 febbraio, all’interno del circuito Art City Bologna 2026 e dell’ART CITY White Night: per la notte di sabato 7 febbraio Mezz’aria organizzerà un grande evento aperto a tutti e la mostra sarà visibile straordinariamente fino alle 24.
“Sospesɜ”, la residenza artistica a Mezz’aria, è un progetto di Mezz’aria Community Hub e MAAP – Atelier d’Arte Pubblica. Residenza e mostra sono a cura di Stefania Dubla.
Artistɜ in mostra: 
Alicia Avram (Romania, 2001)
Attingendo dal repertorio classico, con il pianoforte esplora forme performative nuove, dove le regole dell’ascolto si rinnovano e la musica diventa spazio, gesto e relazione.
Aurora Pozzi (Italia, 1998)
Tra antropologia e arte, indaga, attraverso corpo e materia, i lasciti del razzismo pseudoscientifico e il nesso tra colonialismo e distruzione ambientale.
Gerarda Avallone, aka Odia (Italia, 1997)

Lavora tra suono, sintesi e performance. Unisce pratica tecnica e materia sonora, svelando ed emancipando le relazioni tra suono e politica.
Marta Maglio (Italia, 1997)

Intreccia nuovi media, AI, poesia e assemblaggi autocostruiti, indagando da una prospettiva transfemminista e interspecista le intra-azioni tra corpi e tecnologie.
Antonio Prugno Siniscalchi (Italia, 1991)

Indaga le marginalità timbriche e sociali. Un universo dove i glissandi e il movimento prevalgono sulle identità sonore definibili o definite.
Francesca Degani (Italia, 2001)

Le sue immagini in movimento sono un flusso viscerale e autentico: un’esplorazione interiore che attraversa gli schermi, generando presenza e relazione.
Piero Di Modica (Italia, 1994)

Musicista e performer, lavora nel sentimento di collettività delle arti creando sincretismi ibridi e inediti in formule estetiche che fondono suono, immagine e gesto.
Weiyi Li (Cina, 1999)

Esperienze personali e osservazione intima della realtà si trasformano in immagini illustrate come forma di memoria e riflessione.
Chen Wang (Cina, 1994)

Fiabe, metafore, poesie e filosofie animano le sue opere illustrate che attraversano in un viaggio spesso autobiografico mondi con creature mostruose dal cuore indifeso.
Lorenzo Ferrari (Italia, 2000)

Con un approccio che unisce funzionalità, estetica e ricerca visiva, la sua indagine sfocia nel lighting design, architetture urbane e accessori per la moda.
Michelangelo Odorici (Italia, 2004)

Ogni progetto diventa manifesto: un gesto consapevole che riflette valori e responsabilità, una comprensione dei processi e delle relazioni sociali che li determinano.
Roberto Pisapia (Italia, 1995)

La sua ricerca inizia e finisce nel vuoto. Ponendosi in una condizione di costante accoglienza, la musica è la sua via per l’incontro e l’espressione del mondo.
Jiayi Guo (Cina, 1995)

Decostruisce il rito nello svelamento delle sue restrizioni e apre alla sacralità della ricerca del sé dipingendo volti e corpi che del libero arbitrio sono l’espressione.
Nicoletta De Santoli (Italia, 1998)

Attraverso la lente della semiotica indaga la realtà in un processo lento e denso, di cui l’opera si fa sintesi visiva e dispositivo da attivare con le comunità.
Simone Micciché (Italia, 1989)

Pittura minuziosa e sguardo migrante. Un lavoro che illude e nasconde, cela e rivela una presenza mancante. Scultoree assenze afone gridano la cruda essenza della realtà.
Ettore Pezza (Italia, 1991)

Affida al proprio corpo instabile una pratica performativa: presenza transitoria che misura il tempo, lasciando la sparizione come unica traccia.
Aleksandar Petkov (Bulgaria, 1994)

L’anomalia dei materiali colloca la scultura in una soglia tra intenzione e caso; la forma non si rivela, ma accade nell’esperienza dell’osservatore.
Estelle Casali (Francia, 1994)

Nel dialogo diretto con la materia, l’istintualità libera gli automatismi del gesto. Dal movimento come atto di mutazione nascono le sue forme astratte in perpetua tensione.
Federico Falanga (Italia, 1995)

Le sue sculture, aliene e talismaniche, tra luce ultravioletta e poteri nascosti, creano un alfabeto visivo destabilizzante, sospeso tra arte, realtà e fascinazione.
M. Clotilde Palasciano (Italia, 1984)

Sottraendosi al monumentale, la sua è una pratica di vulnerabilità: un atto politico non dichiarativo, ma agito, capace di incrinare le certezze in uno spazio di collettiva empatia.
Alessandro Coppola (Italia, 1982)

Attingendo dall’infanzia siciliana, trasforma ricordi e fiabe in illustrazioni poetiche, creando mondi immaginari che invitano lo sguardo a curiosità e meraviglia.
Barbara Fragogna (Italia, 1975)

Con un linguaggio crudo e diretto, affronta il tema del fallimento individuale e della società in opere che sfidano convenzioni sociali, estetiche e psicologiche.
Giacomo Domenucci (Italia, 1996)

In un costante dialogo tra tradizione e natura, memoria e paesaggio si fanno pittura, evocando visioni interiori simboliche tra caso e metamorfosi.
Nicole Serra (Italia, 1993)

Articola relazioni, intimità e sessualità in segni visivi: con l’illustrazione esplora corpi, narrazioni sensibili e rappresentazioni erotiche con profondità e autodeterminazione.
Anna Paolini (Italia, 1983)

Natura, silenzi e figure femminili dialogano in un universo visivo intimo e metaforico, in cui la proiezione del sé si espande nella danza del mondo vegetale.
Ilaria Urbinati (Italia, 1984)

Crea illustrazioni poetiche e narrative, che raccontano mondi immaginari, esplorando anche i sentimenti interiori più bui con la delicatezza del suo tratto.
Leonardo Mazzoli (Italia, 1997)

Muovendosi tra illustrazione e animazione, rielabora immaginari narrativi dove l’incredibilità entra nell’ordinario schermendone la normalità e il suo significato.